domenica 31 ottobre 2010

Halloween: il pensiero di Cacciari

Il 31 ottobre del 2008, il giornalista Paolo Conti intervistava il primo cittadino di Venezia, il filosofo Cacciari, in merito alla sua "Crociata anti-Halloveen".
Qui potete trovare l'intervista.
Riporto solo alcuni estratti significativi che condivido e desidero condividere sul blog. In modo particolare mi rivolgo ai colleghi docenti di Lingua Inglese che a scuola, in questa occasione, fanno realizzare lavoretti, schede ed altro.. e lo fanno giustamente, ma, mi permetto di aggiungere, dovrebbero anche entrare più nel merito del significato che oggi questa festa anglosassone sta assumendo! Dovrebbero avere la correttezza critica nel contestualizzare meglio il fenomeno e di agganciarlo alla festa di "Tutti i Santi" evitando l'unidirezionalità. Ricordo inoltre come, anni fa, a scuola, i bambini di classe quinta si siano travestiti e dipinti i volti in modo molto macabro, passeggiando poi nell'Istituto chiedendo dolcetti o scherzetti nelle varie classi. Ricordo che ho vietato loro l'ingresso nella classe prima dove svolgevo la lezione: infatti molti bambini ignari di quanto stava accadendo, si erano molto spaventati. Per fortuna questa iniziativa non ha avuto più seguito.
Ma passiamo all'intervista
Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenzamediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire: è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale. Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille... ».
Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario: «Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi». 
Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione... Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale». Cacciari ammette che se comincia a parlare di Carnevale non la smette più: «La festa affonda le sue radici addirittura in un’era pre-romana. Il suo significato è legato al cambio dell’anno, alla tras-gressione nel senso più puro del termine, cioè del procedere verso il nuovo.... Lì è tutta la sua bellezza. Persino la parola è di origine incerta. Forse è Carnem- Vale, addio alla carne per la Quaresima. O potrebbe essere Carro-navale, perché nell’antica Roma Iside si presentava a bordo di un mezzo del genere».

2 commenti:

  1. ciaoooo Butti sul tuo gioco oggi sono arrivata a 53 punti evviva !!!!!



    Giada Bresciani

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  2. Brava Giada! Complimenti per il punteggio. Ricordati di aggiungere il commento sotto il post che hai visualizzato. Comunque brava!
    Un abbraccio.

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